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RUMORE – Aprile 2014


C’è chi sa comporre dannatamente bene, ha collezionato cinque album e ciononostante fatica a farsi conoscere. Annosa questione, si sa, che riguarda il cantautore fiorentino di stanza ormai da anni ad Amsterdam. Vulcano, quintessenza delle esperienze pregresse di Dimitri Niccolai, si divide tr la sua vena poetico folk di radice tricolore e quella sintetica e vagamente danzereccia di taglio wave. Naif pop per palati raffinati, diluito in dodici canzoni, tra serenate aliene, motivetti orecchiabili, perimentazione, introspezione e sofisticate romanticherie. La sua è una scrittura psichedelica, che sa essere lieve e caustica a un tempo. Questa volta, ad accompagnarlo, ci hanno pensato la tromba di Bert Lochs, il basso di Jos Caspers e il timbro delizioso di Faith Salerno. Bentornato, Tenedle.
Barbara Santi (Rumore – Aprile 2014)

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