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ROCKERILLA – Aprile 2014

Tenedle, musicista fiorentino, ma di stanza in Olanda, è il perfetto prototipo del cantautore del terzo millennio. E’ il suo approccio tipicamente postmoderno, con ampio utilizzo di citazioni musicali e con un mondo lirico che è assieme torvo, ironico e distaccato a renderlo cantore ideale di questi tempi. Tenedle usa una forma di pop song raffinata ed aristocratica in cui affiorano molteplici riferimenti, da Sylvian a Battiato, al dark anni ottanta, il tutto unito a una sensibilità che non esiteremmo a definire lennoniana. Vulcano, quinto tassello dell’epopea tenedliana, pur in continuità coi lavori del passato mostra una sicurezza espressiva ancora più consolidata e affinata. Canzoni per tempi alienati. RECENSIONE di Antonello Cresti

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