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TOMTOMROCK.IT – Aprile 2017

Sveglio Fantasma è il terzo album in studio dei Piccoli Animali Senza Espressione, gruppo formatosi nel 2009, grazie al fortunato incontro del bassista Andrea Fusario (ex membro dei Virginiana Miller) con Edoardo Bacchelli (alla voce) e il chitarrista Filippo Trombi. Per quest’ultimo lavoro, che arriva cinque anni dopo l’esordio con This Incanto e tre anni dopo la pubblicazione di Cerco Casa Vista Marte, che si avvaleva, fra gli altri della collaborazione del Cocteau Twins Robin Guthrie, il gruppo ha deciso di affidarsi alla penna di Annalisa Boccardi, autrice dei testi delle 11 tracce che costituiscono l’album.

Sveglio Fantasma, un percorso fra oriente e occidente

Grazie a un electro pop di grande impatto (nonché al prezioso apporto di Dimitri Tenedle, che offre venature sempre più marcatamente elettroniche) e a testi che non sono mai banali, Sveglio Fantasma è un album di grande interesse e che conquista chi vi si avvicina un po’ di più ad ogni ascolto. Siamo immersi, da subito, in un universo in cui reale e immaginario, visibile e invisibile, concreto e informale si mescolano ad ogni traccia, come si trattasse di una grande tela astratta sulla quale punti e linee formano inattese geometrie.

Piccoli Animali Senza Espressione – Sveglio Fantasma Recensione

“Punto alla fuga e/ Nel contrappunto sta/ La via d’uscita/ E non la trovo ancora” recita una delle strofe più belle del primo brano, La Teoria delle Stringhe. Un continuo alternarsi di immagini e suoni, intersezione fra oriente e occidente. E così passiamo con grande semplicità dallo scenario della laguna veneziana, cantata in La Mia Parte Di Lagunare, alla Praga di Vicolo d’Oro, in un percorso che gli strumenti e la voce costruiscono canzone dopo canzone.

Ottima prova dei Piccoli Animali Senza Espressione

Bella, la voce di Bacchelli si lascia apprezzare brano dopo brano salvo che per lasciare spazio a Nabil Salameh, protagonista proprio di La Mia Parte Di Lagunare. Il basso e la chitarra di Fusario e Trombi creano inattese ed evocative trame sonore, amplificate dall’uso sapiente dei sintetizzatori che conferiscono alle undici tracce un solido impianto elettronico.

Nel complesso si tratta di un’ottima prova del gruppo livornese. Le tracce sono estremamente equilibrate e ascoltate assieme raccontano una storia che si dipana nel tempo e nello spazio creando universi fra il reale e il sognato. Anche testi e musica sono in grande equilibrio e essenziali gli uni all’altra. Li attendiamo dunque presto dal vivo.

Mariangela Macocco

Recensione: Piccoli Animali Senza Espressione – Sveglio Fantasma

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