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SCANNER – 2005

Fa sempre piacere ascoltare un artista di casa nostra: il piacere raddoppia se, alla prova del nove del secondo disco solista, le promesse dell’esordio risultano felicemente mantenute e l’album addirittura regala in più un composito quid di sviluppo, crescita, ricchezza, ottime idee. E’ questa la sensazione che si avverte fin dal primo ascolto di Luminal, la nuova fatica discografica del cantautore fiorentino Tenedle, classe 1969, che aveva debuttato sulla scena musicale due anni fa con il suggestivo Psicfreakblusbus. Esattamente come nel disco d’esordio, anche stavolta siamo davanti ad un concept in cui il Leitmotiv dichiarato fin dal titolo è la follia, sintetizzata in una parola come luminal, che con precisione filologica le note di copertina chiariscono trattarsi del “nome commerciale di un derivato dell’acido barbiturico, usato come ipnotico antispastico, anti convulsione, narcotico”. Siffatta attenzione ai dettagli esteriori è una spia di quanto ci attende in Luminal, un disco decisamente più ‘rifinito’ e messo a punto dal punto di vista sonoro a confronto di Psicfreakblusbus, rispetto al quale si registra una decisa impressione di crescita artistica, come se Tenedle avesse preso maggior coscienza dei propri mezzi e non tema di misurarsi con soggetti più difficili. Le dodici tracce di Luminal sono caratterizzate dall’uso frequente di loops elettronici e da quegli attacchi incisivi e compositi che avevamo ascoltato anche nell’album di debutto: nel complesso si sentono ancora affiorare qua e là, forti e chiari, i numi tutelari di riferimento di Tenedle, ovvero Kraftwerk, Depeche Mode, Radiohead e Beatles – il cantautore fiorentino vanta peraltro una sorprendente somiglianza col John Lennon prima maniera -. La scatola apre il disco con un refrain vagamente memore delle atmosfere del beatlesiano Magical Mistery Tour: seguono poi in rapida progressione Molotov Kid, la ballata di un personaggio sull’orlo della crisi di nervi nello stressante mondo contemporaneo, quindi l’ipnotico piano di Schizoide, infine la notevole Prima del suicidio, anticonsumistica ballata a pronta presa. Altro indiscutibile picco di Luminal è Il più forte, una ballata tesa ed ombrosa che non si dimentica. Degne di segnalazione anche Cose da non ricordare, la suggestiva Bibbie luminose e la sincopata ed intrigante title track. Un disco da consigliare, un artista da tenere d’occhio, quindi, di cui si è già cominciato a parlare fuori dai confini regionali, come conferma il recente premio della critica assegnato a Tenedle dalla giuria specializzata dell’edizione 2004 del Premio Nazionale Augusto Daolio Città di Sulmona
Paolo Boschi

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