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MOVIMENTIPROG – febbraio 2006

Allucinazioni, narcotici, canzone e sperimentazione: arriva Tenedle (Vers. stampabile )

Ce ne sono tipi strani in giro. Soprattutto se cantautori. In Italia poi… Già negli anni ’70 gente come Claudio Rocchi, Juri Camisasca, i vari Cattaneo, Camerini, Faust’O e Fanigliulo, ultimamente Luciano Varnadi Ceriello. A questo gruppo di sperimentatori della canzone non possiamo non aggiungere il fiorentino Tenedle, portavoce di una ricerca all’interno della canzone con l’elettronica.
La sua sperimentazione nasce negli anni’ 80, quando con i Laughing Silence proponeva una new wave elettronica, in linea con il suono dei tempi. Come se quel sound gli fosse rimasto dentro, Tenedle ha proseguito con il suo progetto, girando in Italia e all’estero, ottenendo premi e riconoscimenti, uscendo poi nel 2005 con l’ottimo “Luminal”.

Luminal è un narcotico, derivato dell’acido barbiturico. E’ già una traccia. La copertina con Tenedle con pigiama a righe chiuso tra quattro mura a scacchi bianchi e neri ci fa entrare in un’atmosfera malsana. Se poi diamo una scorsa ai titoli (“La crisi”, “Schizoide”, “Prima del suicidio” etc.) capiamo meglio che si viaggia in quella sottile linea che separa disturbi e normalità, alienazione e accettazione di sè. Anche la canzone di Tenedle è al margine: riconosce la forma che tradizionalmente questo genere possiede ma al suo interno elabora una concezione del suono che guarda più all’estero (Beatles, Pink Floyd, Radiohead), pur riconoscendo una melodia italiana, anche se stralunata e sopra le righe.

Basta ascoltare “La scatola”, “Mostri” e “Schizoide”, che fanno un po’ da manifesto, con il loro lieve scorrere e i suoni disturbati e allucinati. Ancora più eloquente “La crisi”, che tratta un tema delicato con un’angosciante spensieratezza, come la stessa title-track. E’ in questo connubio che si sviluppa il disco, che tocca episodi un po’ alla Caparezza con staccati beatlesiani (“Molotov Kid” e “L’insegnante”); c’è qualcosa di Beck in “Prima del suicidio”, con una miscela tra Battisti e Beatles, Lolli e i Japan (“Il più forte”).

“Luminal” è un disco di confine, delizioso e ispirato. Consigliato vivamente.

Donato Zoppo

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