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MESCALINA – febbraio 2006

E c’è chi ancora si ostina a pensare che non ci siano più motivi validi per ascoltare musica, cercare nel sottobosco dei cosiddetti “emergenti” quel guizzo di intelligenza che rivela un piacere e -perché no- un’utilità sociale e terapeutica della scrittura di canzoni? Canzoni che si facciano cantare, che ti sorprendano mentre ne fischietti l’inciso o che facciano leva su una leggerezza solo apparente per forzare lo scorrere di una quotidianità assai poco razionale.
Dietro Tenedle, personaggio che con una buona dose di perspicacia si definisce schizoide, si nasconde un autore che ci lancia da tre quarti quello sguardo di chi osserva da una posizione privilegiata, quel poco che basta per scorgere una realtà fuori fase, frenetica e alienante. Siamo noi quelle figure che popolano i brani di “Luminal”, elemento in più per avvicinarlo con curiosità ancor maggiore.
Musica pop, priva tanto di quella autoreferenzialità tipica dei cantautori quanto della totale e spesso grottesca dedizione verso modelli d’oltreoceano (o solo d’oltremanica) dove con una naturalezza talvolta imbarazzante si sposano il senso melodico di certa poco ortodossa tradizione italiana (da Tenco a Ciampi, a Battiato), ad una rinnovata dedizione nel rinverdire con spunti nuovi una poetica sottile di questo inizio secolo in via di definizione. Se c’è un pregio che va riconosciuto a questo album è la leggerezza, il limitato peso specifico che lo rende godibile e ottimamente assimilabile da qualunque palato. Poco importa se i contenuti che testi quali “Prima del suicidio” o “Bibbie luminose” portano in sé emergono solo ad una analisi più attenta e non nell’immediato spazio di un ascolto: ciò par essere funzionale al rimando continuo alla follia che viene effettuato in un gioco senza riserve che viene condotto per tutto lo spazio dell’album.
La musica del toscano Tenedle è da invidiare perché autentica, sincera. Le parole fluiscono con una naturalezza invidiabile e l’esercizio di scrittura appare risolto con grande competenza e padronanza della materia, frutto anche di una gavetta quasi ventennale di Tenedle, maturata sia in Italia che all’estero.
Se rivelare un consiglio è da ritenersi ancora un valore allora approfittate dell’occasione e fate in modo di ascoltare “Luminal”, potreste incontrare la tipica eccezione che non fa altro che confermare la regola: è nei meandri nascosti delle più spericolate autoproduzioni che stanno i migliori autori della nostra musica.

Andrea Salvi

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