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ONDALTERNATIVA – Agosto 2011

AGOSTO 2011

É interessante questo nuovo lavoro di Tenedle, al secolo Dimitri Niccolai, giunto al suo quarto disco dopo “Psicfreakblusbus”, “Luminal” e “Alter”. La “Grancassa” dell’alienazione suona forte in questi quattordici brani, che spaziano liquidi e sottotraccia mordendo alla schiena la gioventù che si fugge tuttavia.

L’apertura del disco è affidata alla bella “Hikikomori”. Dal termine giapponese che significa “isolarsi, stare in disparte”, il brano racconta la vita – o la morte – di una persona che sceglie la via del completo ritiro sociale. I muri di una stanza diventano la misura del tempo e dello spazio. Ma c’è sempre uno spiraglio da considerare… “Grancassa” racconta storie di dolore e follia ingentilite da un approccio electro morbidamente anni Ottanta. I Depeche Mode vengono tratteggiati nell’aria de “Lo stato in cui mi cerco” e “La spiaggia”, dal mood malinconico ma caldo di groove. Senza dimenticare la lezione dei Subsonica, Tenedle realizza la fusione tra canzone d’autore e suoni elettronici. Fusione ideale e per niente forzata, piacevole e ironica. Tutto si muove in groppa ad una tastierina vintage; ogni tanto squilli di tromba colpiscono al petto e si accompagnano a voci femminili che rendono l’umore generale molto vicino a quello dei Baustelle più introspettivi. Anche se qui, grazie a Dio, Tenedle non rinuncia mai ad una certa passione mordace illuminante. “Sta accadendo” è l’esempio lampante di quanto appena detto: inclinazione meditativa, senso di solitudine, rari tintinnii di luce.

La prima parte dell’album sorprende per freschezza e intelligenza. La seconda è un po’ più monocorde ma nel complesso “Grancassa” non ci abbandona mai.
Qua fuori è un brutto mondo, Tenedle lo sa e ci accompagna per mano senza paura, con coraggio e decisione. E una buona dose di sberleffo irriverente.

Laura Albergante

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