logo TENEDLE

ESTATICA.IT – giugno 2012

Quarto album ufficiale per Tenedle, che propone pulsioni elettroniche, voce soft, testi d’autore onirico intimisti. I suoni sintetici sono creati con il giusto gusto ed equilibrio e sotto intendono una ricerca sonora pregevole.
E’ bello lasciarsi andare in questo flusso composto da tastiere, fiati, loop, su cui si posa una voce che dona calore all’insieme e dei testi sempre al servizio della musica.
Davvero riuscite le collaborazioni vocali femminili di Marydim, Silvia Vavolo e Vanessa Tagliabue Yorke, che affiancandosi alla voce maschile di Tenedle, donano un qualcosa di più ai brani. Altro elemento da apprezzare è la tromba di Rocco Brunori, che si inserisce perfettamente nel contesto elettronico. Qua e là emergono elementi ispirativi, mi vengono in mente alcuni ritmi dei Cure, un cantato a volte vicino a quello di Battiato, i Subsonica. Il risultato però vive sicuramente di vita propria.
A livello di testi, c’è un elemento che accomuna tutto il lavoro, che è quello delle nuove forme di solitudine.
Analizziamo alcuni tra i brani più riusciti.
“Hikikomori” (letteralmente “stare in disparte, isolarsi”) cita il fenomeno giapponese di isolarsi stando per mesi in casa senza uscire (“Io e te, dentro, siamo due isole, fuori il mare nero. Da quando sono al mondo mi sembra un inferno, so che per te è uguale. Hikikomori. Essere soli, fingersi liberi in un centro commerciale, da quando sei entrata ho qualcosa per cui sognare, non posso più lascirti andare. Hikikomori”).
La dolce e delicata “Ideale” (“Ogni cattivo pensiero è un mostro, prende la forma che tu gli vuoi dare. Sentirsi soli è una brutta scusa, non si abbandona così ciò in cui credi. Vai lentamente, controcorrente, è uno stato mentale sai….. Con la tu amente in un mondo ideale”).

La vellutata voce femminile presente in “Sta accadendo” conferisce un aspetto sognante a questo ottimo brano (“Lascia tutto com’è ora, disordine incluso. Domani getterò le cose che oggi uso. Non so dove sarai quando… [..] Ma ora ferma, sto sognando che ciò che sento e che vedo sta accadendo. In un’altra dimensione stai cercando senza spiegazione, stai vagando e perdi la ragione”).
Paranoia, inquietudine, memorie ed echi dal passato in “Boomerang” (“Nella vecchia fattoria ci rinchiusero mia zia, ma se chiedi di vederla son sicuro che non c’è, nella casa di mia zia quante cose porti via, ma se vai a visitarla c’è una stanza anche per te […] Se giochi col mostro, cammini come il mostro e un giorno ti trasformi in ciò che sei che istintivamente sempre stato sei”).

Viene da pensare perché progetti interessanti come questo rimangano così poco in evidenza rispetto alla moltitudine delle produzioni.

© 2010 TENEDLE