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MUSIC MAP maggio 2008

Questo non è di certo un disco “normale”. Può aspirare alla normalità un lavoro i cui 21 brani (sì, avete letto bene, 21) portano titoli come “Le mosche sul dolce”, “Musica idiota”, “Fintorgasmo” o “Katasterismo”? Ovviamente no. Abbiamo già avuto modi di parlarvi, qualche tempo fa, dal talento visionario di Dimitri Niccolai, in arte Tenedle, quando commentammo con stupore e malcelata ammirazione il suo “Luminal”, uno dei dischi più innovativi degli ultimi anni. Beh, che ci crediate o no, stavolta l’artista toscano, dopo oltre 20 anni di militanza artistica, è riuscito a spingersi ancora oltre: senza però (ed è questa la notizia incredibile) perdere nemmeno un grammo in fruibilità. Anzi, dal punto di vista di mera scrittura, Tenedle è riuscito (senza però scendere a patti) a potabilizzare ulteriormente la propria proposta. Ascoltatevi la già citata “Le mosche sul dolce”, piccolo-grande gioiello dell’album, la cui musica perfetta si sposa con un testo intelligente ed avvolgente. E ugualmente il singolo “Fintorgasmo”, e poi ancora “L’unica stella”, così come “88 ore” (brano dotato di un video ricercato e, ancora una volta, innovativo), ed anche l’ottima “Domino”, mostrano un Tenedle nuovo. Sempre un passo avanti agli altri, questo è certo: senza però che questo fattore renda la sua proposta troppo “alta”, e quindi non raggiungibile da tutti. Il pop elettronico del signor Niccolai diviene così radiofonico, e compiuto in maniera quasi stupefacente. Rimanendo vero, restando totalmente se stesso. Questo è Tenedle, prendere o lasciare. Noi prendiamo, si è già capito. Ma l’impressione è che, d’ora in poi, prenderanno tutti.
ANDREA ROSSI

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