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MESCALINA aprile 2008

Dopo il brillante ed eccentrico “Luminal”, album di grande suggestione e carico di promesse, abbiamo atteso a lungo, con una malsana curiosità, questo nuovo album di Tenedle. Attesa giustificata?_Senza esitazione rispondiamo sì. Da subito la sensazione è che sul versante stilistico Tenedle si muova con maggiore sicurezza nei territori di certo electro-pop che nomi come gli Ultravox e Depeche Mode ci hanno insegnato a conoscere bene. L’attenzione con la quale è stata curata la sua produzione rende “Alter” un prodotto apparentemente privo di difetti e notevolmente evoluto rispetto al suo predecessore dal lato prettamente musicale. Una raccolta di brani coesi fra loro, ricchi di momenti piacevoli: Tenedle ha la rara capacità di confezionare canzoni di raffinato gusto melodico e qui ce lo dimostra nuovamente, consolidando la stima che gli dobbiamo come autore._Un appunto critico va necessariamente posto sui testi: deboli, carichi di un’introspezione ridondante, con alcune cadute verso l’autocommiserazione che li rendono perdenti nel paragone con quelli memorabili di “Luminal”. Dov’è finita la sagacia, il distacco dalle cose attraverso il quale anche questioni importanti venvano afforntate con una leggerezza invidiabile? Si ha l’impressione, persistente lungo tutto l’ascolto, che le parole di questo album eccedano in seriosità e che poco si addicano alle costruzioni melodiche del cantato, appesantendone la portata, e quindi la loro assimilazione._Non valga questo per confondere “Alter” con un prodotto mal riuscito, tutt’altro. Ciò non compromette il talento che Tenedle possiede, semplicemente lo rende meno folgorante, mediato da se stesso._Tenedle, con l’andatura solo apparentemente bizzarra di chi è solito compiere tre passi avanti e uno indietro per compiere il proprio percorso artistico, continua caparbio nonostante ciò una ricerca appassionata ed invidiabile. Raggiungere la destinazione è solo una questione di tempo, ne siamo sicuri.__

ANDREA SALVI

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