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L’ISOLA CHE NON C’ERA dicembre 2008

Ci scusiamo per il grave ritardo con cui presentiamo l’ultima fatica di Dimitri Niccolai, in arte Tenedle, musicista, autore teatrale, pittore e sperimentatore fiorentino. Il suo terzo cd, uscito ormai da un anno, prende il nome di Alter ed è composto da ventuno tracce dal minutaggio prevalentemente ridotto e anche per questo, leggere all’ascolto e valide nella resa complessiva. Un’operazione macchinosa ma piacevole, nella quale si avvicendano storie d’ordinaria quotidianità a visioni più ampie di un mondo che va avanti senza occuparsi troppo delle conseguenze._Tra le caratteristiche della scrittura e dell’interpretazione di Tenedle ci sono echi della new wave inglese dei Depeche Mode e allusioni esplicite alla scuola italiana di Battiato, in un impasto sonoro che in Alter appare perfettamente bilanciato tra melodie elettroniche e testi. Il prodotto complessivo si può così definire un synth pop evoluto nei suoni e nel gusto, dal quale emerge felicemente la firma dell’autore._I testi raccontano il dolore della guerra, la religione, e parlano della fatica dell’animo umano nelle vicende quotidiane, amalgamando significati che in parte fanno riflettere e in parte forse confondono._Il disco è stato lavorato quasi interamente dal solo Niccolai, con l’aiuto Marcello Parilli, Leisure e con l’ausilio della voce di Cushi Cuschita, del coro Dies Irae, e della soprano Oravecz. Rispetto al suo precedente lavoro (“Luminal”), che era un disco più cantautorale, questa volta si apprezza una maggiore attenzione sulla produzione musicale. E il risultato finale è abbastanza buio, malinconico e come si è detto, anche sofferente, ma mai soccombente o piagnucoloso: un punto di partenza piuttosto che di approdo.

PAOLO MICHELI

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