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FUORI DAL MUCCHIO gennaio 2008

Dopo una vita artistica che dura ormai da un ventennio e passa (e fa impressione scriverlo, visto il taglio modernista sempre perseguito), frutto di quella scena new wave fiorentina seminale e un tempo fiorente, Tenedle assesta con “Alter” il suo colpo migliore da quando ha cominciato a viaggiare, artisticamente parlando, da solo. Già un paio d’anni fa con “Luminal” si era guadagnato attenzione da parte delle varie riviste specializzate, eppure – a conferma che spesso le recensioni dei prodotti italiani indipendenti sono un po’ buoniste, a partire dalle nostre, non ce ne tiriamo fuori – era un disco ancora immaturo, con troppe approssimazioni e cadute di tono. Questo lo possiamo dire tranquillamente proprio perché “Alter” è invece di un’altra pasta: fatte salve le caratteristiche della scrittura e dell’interpretazione di Tenedle (echi di new wave ed elettropop anni 80 a iosa, con Garbo e certo Battiato come punti di riferimento molto forti), che restano costanti, l’impasto sonoro è molto più convincente, con la giusta alternanza tra leggerezza e momenti più intensi (ascoltare “88 ore”, in tal senso). Ciò fa decisamente molto bene al cd nel suo complesso, mette molto meglio in risalto i momenti interessanti sia nelle musiche che nei testi, e maschera al tempo stesso i passaggi più deboli (ce ne sono, è fisiologico). Per fuggire dal buonismo di cui sopra, non spacceremo “Alter” come un capolavoro dell’umanità, anche perché non lo è, ma siamo ben contenti di dargli un patente di bella dignità. Orgoglioso nel dichiarare (e utilizzare in pieno) i suoi riferimenti stilistici, bravo nel gestire arrangiamenti creativi (non è da tutti), lineare e maturo nella scrittura. Sette pieno (www.myspace.com/tenedlemusic).

DAMIR IVIC

http://www.ilmucchio.it/fdm_content.php?sez=scelte&id=723&id_riv=44

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