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2006 Scanner

Il fiorentino Tenedle, classe 1969, di professione cantautore, ha esordito da solista nel 2003 con “Psicfreakblusbus”, seguito nel 2005 da “Luminal”: entrambi i dischi hanno raccolto recensioni lusinghiere da parte della stampa specializzata ed un crescente consenso di pubblico

Come nasce il tuo strano nome d’arte?

Il mio pseudonimo viene dalla mia infanzia: un mio zio tornò da un viaggio in Sardegna dove aveva conosciuto un tizio che gli aveva insegnato una sorta di translitterazione ‘carbonara’ dell’alfabeto. Per un periodo ha chiamato tutti i familiari con questo storpiamento del nome e io ero Tenedle, appunto, epiteto che mi appartiene da sempre e che ho trovato naturale scegliere come nome d’arte. Lascio ai curiosi dell’anagrafe la scoperta del mio vero nome sul mio sito ufficiale www.tenedle.it

Quali sono stati i tuoi primi passi nella musica?

Ho sempre fatto musica da quando ho ricordi. Dalla fine delle scuole medie in particolare imparai a strimpellare la chitarra affascinato dalla raccolta “Oldies but goldies” dei Beatles e del mitico 45 giri di “Obladi oblata”. Appena appreso il giro di do, ho scritto subito una canzone: non ho mai affinato troppo la tecnica musicale ma ho sempre avuto questa necessità di mettere in forma di diario sonoro le suggestioni della mia vita: infatti suono male i vari strumenti, ma li suono tutti. La stessa estate ho fondato una band chiamata The Rags (gli stracci) ma il vero inizio delle danze è stato tre anni dopo con i Laughing Silence, un gruppo con cui abbiamo fatto tantissima attività insieme fino al 1994, vincendo premi e suonando in tutta la Toscana con un repertorio di marca new wave, influenzato in particolare da Depeche Mode e Kraftwerk. Poi c’è stato un periodo olandese di due anni durante i quali ho sperimentato un mio repertorio insieme ad un bassista inglese. Dal ritorno in Italia al 1997 ho fatto quattro demo dei quali l’ultimo è stato captato dalla trasmissione di RadioUno “Demo”, condotta da Michel Pergolani e Renato Marenco, e quindi dall’etichetta Interbeat, che mi ha offerto il mio primo contratto.

Dal debutto ‘circense’ di “Psicfreakblusbus” sei passato a “Luminal”, un disco che affronta il tema della follia…

La follia, il disagio e le diversità mi hanno sempre ispirato, ho iniziato a scrivere “Luminal” piu di un anno fa e mi sono accorto che il tema trattato si riflette sia nell’intimità di ognuno, (chi non ha mai provato sensazioni di disagio comunicativo in questo mondo distratto e frenetico?) sia nei grandi e disastrosi eventi come le guerre e le ingiustizie, che ci pongono davanti ad una presa di posizione. Ultimamente ho scoperto che persone pacifiche e sagge vengono prese per folli e utopisti, si rovesciano logiche, quindi la domanda del mio lavoro, ovvero dove si trovi veramente la pazzia, credo sia assolutamente inerente ai tempi che viviamo… Tra l’altro in “Luminal” ho l’impressione di aver trovato un giusto equilibrio tra la mia passione per la musica elettronica e il cantautorato piu tradizionale.

Che importanza ha per te l’attività live?

Esprimersi dal vivo è fondamentale per ogni musicista, sia per far conoscere il proprio lavoro che per maturare e completarsi. Per me lo è ancora di più questa volta, dato che in questa fase le mie performances live si arricchiscono grazie all’apporto di proiezioni video, che credo per lo spettatore costituiscano una bella suggestione visiva e rendano le mie esibizioni una forma di comunicazione a tutto tondo.

Dove potremo ascoltarti prossimamente?

Il 27 ottobre, alle 21.30, suonerò col mio gruppo al Teatro Comunale di Antella: si tratterà di un concerto di forte impatto multimediale in cui per la prima volta realizzeremo compiutamente il nostro progetto di performance-video con installazioni in diretta a cura della Rayboom e di Lamberto Salucco. Io canterò i brani di “Luminal” e di “Psicfreakblusbus” più due novità. Inoltre nel corso della serata sarà presentato in anteprima il mio videoclip “Il più forte”.

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