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2008 Rockshock

Chi è Tenedle? Siamo curiosi di conoscerti…

Tenedle è lo spirito che si è impossessato di me ormai tanti anni fa. Ricordo che ero in campagna ed un 45 giri con una mela stampata sull’etichetta già allora vecchio di 15 anni, suonava qualcosa tipo “Obladi-oblada life goes on back”, in poche ore la mia vita è cambiata. Con la chitarra all’inizio, fino alla mela della Apple computers Tenedle ha trasformato moltissime delle mie sensazioni ed esperienze in musica. Ormai lo assecondo, ci convivo e tutto sommato le cose che fa cominciano a piacermi. Scherzavo, liberatemi!

Da cosa nasce la tua voglia di fare musica? Quando ti sei accorto di essere un musicista a 360 gradi?

Credo che l’energia che mi spinge provenga da lontano ed abbia più di una chiave di lettura. Quando scrivo canzoni è l’opportunità di dire le cose che penso, di raccontare il mio punto di vista del mondo in un periodo e di fissarle come un diario che resta a disposizione di tutti ma soprattutto di me stesso, un diario di immagini descritti con le parole ed il suono. Poi più in generale è un elemento che riequilibra le mie ansie, che mi fa stare in pace con le persone vicine perché è li dentro che mi contorgo e non nel traffico cittadino. Non mi ritengo un musicista completo, e sono sempre stato troppo pigro per cambiare. Diciamo che la mia arte è più frutto dell’intuizione di tanta sfrontatezza e tanta curiosità. Più che della preparazione tecnica, mi avvalgo della tecnologia e della sensibilità per realizzare le idee anche se parto sempre da un pianoforte, una chitarra o una scatola di cartone. Sono un apprendista, la musica che l’uomo di oggi ha in eredità è tanta e sublime. Non ci penso nemmeno a mettermi sullo stesso piano di alcuni extraterrestri del passato, ma prima che la musica venga uccisa da quattro discografici capricciosi e quattro cantanti di “bella presenza” voglio provare a darle un duro colpo anche io.

Parliamo un po’del tuo ultimo lavoro Alter , come è nato? Quanto ci hai lavorato?

Alter è stato l’album in cui per la prima volta ho potuto lavorare con un minimo di “attrezzatura” e tempo a disposizione. Negli anni sono riuscito a costruirmi un piccolo essenziale studio e adesso posso sviluppare con la giusta calma senza dover sempre fare i conti con i budget, le cose che ho in mente. Questo aspetto credo faccia la differenza con i miei due album precedenti, di gran lunga superati in termini di qualità del suono. Alter è nato da un lavoro di sperimentazione di un anno circa nel quale ho collezionato una serie di tracce e loops. Dopodichè l’ispirazione, i testi che avevo scarabocchiato in quel periodo e la scelta di comporre e vivere le registrazioni di notte, hanno fatto la loro. La composizione effettiva delle canzoni di Alter e la produzione posso dire sia durata circa otto mesi.

In Alter ci sono delle sonorità particolari, alcune ricordano i Kraftwerk, altre i Depeche Mode, altre ancora il primo Battiato, che ruolo hanno avuto questi artisti per la tua formazione musicale?

Direi tutti molto importante, non a caso Battiato è stato il cantautore della svolta nei riguardi di attenzione per suono e contaminazione. I Depeche mode e i Kraftwerk sono due tra le piu belle espressioni e non parlo solo di eletttronica della musica degli ultimi anni, quindi del mio tempo, e pian piano diventate non a caso culto. Direi che per quello che riguarda la mia passione per il suono dei sintetizzatori queste figure hanno voluto dir tanto

Alter mi sembra un disco pieno zeppo di sincretismi musicali, di contaminazioni, quanto sono importanti per te gli intrecci di sonorità differenti?

Questo non saprei dirlo. Disco per disco mi sono accorto che mi oriento sul suono in funzione anche del “film” che voglio raccontare, quindi questo potrebbe già cambiare nel prossimo lavoro  ad esempio, fino ad essere fatto con un solo strumento. Adesso che ho una buona dimestichezza nel trasformare quel che ho in mente in musica,  mi concentro piu sui colori e le sensazioni per creare un atmosfera. Parlare di intreccio sonoro mi fa pensare più ad un punto di partenza, io credo di essere in una fase in cui mi possa fidare dell’intuito, continuare a sperimentare alcune delle strade soltanto in parte intraprese e continuare a produrre cose che io ho voglia di sentire.

Al primo ascolto di Alter sono rimasto piacevolmente sorpreso: un artista italiano che sperimenta e non è banale. Come spieghi la crisi della nostra discografia? Paura di rischiare da parte dei produttori? Mancanza di talento o cosa?

Intanto spero proprio che anche il secondo, terzo e ventesimo ascolto abbiano prodotto lo stesso effetto, ti ringrazio per i complimenti che traduco in un sostanziale supporto alla mia arte. Parlare del mondo discografico in Italia significa citare piu di una nota dolente, ma la causa fondamentale riguarda la nostra situazione culturale ed è conseguenza di tutto un modo di pensare che non crede piu da anni nel valore di certe cose. Sembra retorico e scontato dirlo ma la cultura del profitto che poi ha creato quella del clientelismo e del nepotismo diffuso ha ucciso lentamente ogni nostra migliore e nuova risorsa. Intendiamoci, i talenti ci sono, solo che non si ritiene più importante coltivarne la crescita. Anche nella musica le cose stanno così. Ma il discorso è lungo.

Due ultime domande: hai in programma dei concerti per il 2008? Stai già pensando ad un “fratellino” per Alter? Noi aspettiamo ansiosi e pieni di fiducia…

Naturalmente e con molta impazienza inizierò a suonare Alter tra poche settimane, l’album è appena uscito e sta suscitando un sacco di attenzione. Questo porta a valutare proposte sempre più interessanti e fa piacere. Purtroppo gli spazi dove ci si può esprimere al meglio non sono molti, per il discorso che facevamo prima. Da un alcuni anni scrivo molta musica anche per il teatro e collaboro stabilmente con “Quelli di Astaroth” compagnia di Amsterdam, dove nei prossimi mesi sarò impegnato in una nuova produzione. Ci sono poi alcune collaborazioni con altri artisti in corso e in cantiere quindi sia per promuovere il disco che con altri progetti, sarò certamente rintracciabile.

Il prossimo album?

Dipende certamente dalle risorse che riesco ad avere per farne uno ancora migliore di Alter e dal tempo e la concentrazione che mi resta nei prossimi mesi, in teoria ronzano già molte cose in testa, ma adesso nei ritagli di tempo mi limito a scrivere impressioni e collezionare frammenti di suono. Certamente visto il tuo particolare affetto, sarai frai primi a saperne qualcosa.

di PAOLO SUTERA

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