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2008 InformaFirenze

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Tenedle, cantautore fiorentino, ha di recente pubblicato il suo ultimo album di studio, “Alter”? Vuoi spiegarci cosa rappresenta questo nuovo tassello della tua carriera musicale?

Alter e’ il mio terzo album ufficiale, di questi tempi, essendo pressoché una autoproduzione, rappresenta un successo, specialmente perchè é stato già accolto benissimo dalla critica in pochissimo tempo. Questo posso dirlo già ora anche se é presto, mentre dal punto di vista del mio percorso artistico credo sia una album più ricco e curato, realizzato con più esperienza e senza dover fare I conti con I budget almeno per le registrazioni, grazie all’allestimento del mio piccolo ma essenziale studio. Un album dimusica d’autore dove la musica é fondamentale tanto quanto la parola.

Dopo il “felliniano” Psickfreakblusbus e l’album sulla “follia” LUMINAL, qual’é l’aspetto che hai voluto fare emergere da ALTER?…

Avevo l’esigenza di fare ironia sulla saggezza, arrivando ad affermare attraverso il corso dell’opera, che di questo mondo pieno di contraddizioni, é difficile capire quasi tutto, e che non mi trovo ancora a mio agio, fermo restando che la vita in se é davvero meravigliosa e piena di forza. L’album é stato volutamente registrato e scritto di notte, ha molti riferimenti agli astri ma anche all’oscurità, usati come metafora proprio sulla ricerca della “luce”. Non é un album così necessariamente autobiografico come gli altri, forse perchè adesso immagino la mia vita indiscindibile da quella dei i miei piccoli due bambini e se mi fa più paura qualcosa é più per loro che per me.

Tu hai un rapporto privilegiato con un programma radiofonico condotto da due presentatori con un grande fiuto per i nuovi talenti…

Non direi privilegiato perchè la grandezza di Michael Pergolani e Renato Marengo sta proprio in questo, cercano di mettere tutti coloro che ritengono poter dire qualcosa, in condizioni di farlo, si danno ma tengono a sottolineare che non fanno I produttori. Io posso dire che da subito, “DEMO” il loro programma su Radio 1, ha apprezzato la mia arte, ed ha portato a battesimo ogni mia nuova uscita, un po come te il “tuo giornale” che colgo l’occasione per ringraziare.

Non di soli dischi vive il cantautore: puoi parlarci della tua carriera parallela come autore di musiche per spettacoli teatrali?

La mia attività di autore come bene sottolinei tu, sta crescendo e mi da la possibilità di propormi in situazioni sempre più stimolanti, questo certo vuol dire anche lavoro e mi aiuta a restare indipendente nei miei dischi. In più faccio esperienze bellissime dal punto di vista creativo ma soprattutto umano. Ultimamente scrivo sempre di più per il teatro, I cortometraggi e alter situazioni simili, il cinema é il mio sogno “da grande”, mentre quest’anno ci saranno sorprese per il mio ruolo di autore di canzoni, la fortuna in questi casi é sempre importante dopo che hai cercato di fare il tuo al meglio.

Evidentemente c’è un feeling tra te e l’Olanda, puoi spiegarcelo?

E’ curioso se penso al passato, il destino che mi ha riservato questo paese. Da bambino facevo il tifo per la nazionale olandese, adoravo gli “orange” senza un motivo particolare, come fanno I bambini, poi ho conosciuto Inge, che in Olanda mi ci ha fatto vivere e bene, aprendomi un mondo, un modo di pensare più ampio anche su me stesso. Poi piano piano ho fatto di quella cultura anche un mio modus vivendi e ci ho seminato anche l’arte, che adesso da qualche frutto. Mi sono fatto degli ottimi amici grazie alle bellissime esperienze di teatro degli ultimi anni, e chi fosse ad Amsterdam a fine marzo, può venire a constatare tutto ciò

Qual è il tuo rapporto con Firenze?

Si potrebbe definirlo un po dantesco, di amore “critico”. Io la mia città la adoro, sono fiorentino fino alle viscere, I miei nonni erano di Santa croce e addirittura discendentI dalla famiglia Landi (Il boia!!!). Vasco Pratolini scrive della loro vita e mi commuove sempre rileggendolo…. e poi gli stornelli. Da fiorentino sogno però una città senza automobili piena di biciclette, di nuovo piena di piccole botteghe artigiane e di cultura, ma sogno, appunto. Le auto, il calcio e I centri commerciali sembrano le uniche cose a cui gli italiana non sappiano rinunciare, anzi ce n’é un altra purtroppo, la televisione. La natura del mio lavoro e la situazione dell’Italia in genere mi porta ad allontanarmi spesso, ma gli odoracci insani d’i’ ccentro mi risucchiano sempre prima o poi. Aspetto un nuovo Rinascimento, come ipotizzava anche il grande Gaber, anche se in altri contesti.

Programmi per il futuro?

Musica, tanta musica! A breve come già descritto ad Amsterdam, un live acustico a Radio1 e a Firenze, lo show-case di presentazione di ALTER da Feltrinelli il 10 aprile. Quest’anno dovrei mettere in pratica alcune collaborazioni importanti come autore, alcune di queste già avviate e presenti sui canali web che occupo con la mia musica (www.myspace.com/tenedlemusic) ma preferisco non rivelare troppo delle allettanti situazioni che sembra stiano venendo alla luce. Il teatro quindi, una certezza, e possibilmente anche la musica per I film che mi accorgo grazie al mio modo di scrivere I dischi, suggerisce questa ipotesi a molti di coloro che ne parlano. Ormai, dopo anni di dura “resistenza”, posso dire di essermi costruito un piccolo circuito che mi permette di galleggiare in questo mondo,

Questo mi rende sereno e mi fa di coltivare le idée per il futuro, é già molto se stai in equilibrio.

di PAOLO BOSCHI

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