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2011 Babylonbus

GRANCASSA è il quarto album ufficiale di Tenedle. Dopo Psifreakblusbus (2003), Luminal (2005), Alter (2007). Un disco ricco di ospiti, tra cui le splendide voci di Marydim, Silvia Vavolo e Vanessa Tagliabue Yorke e la tromba di Rocco Brunori. Uscito l’8 dicembre scorso il nuovo album di TENEDLE “GRANCASSA”, è stato prodotto da “Sussurround” (casa di produzione indipendentissima di Tenedle) per l’etichetta (senza scopo di lucro) UDU RECORDS. E’ un disco veramente NUOVO, la musica d’autore contemporanea, una nuova canzone d’autore italiana, attenta alla tradizione letteraria, critica nei confronti dei modelli frenetici occidentali e ricercata nel suono e nei concetti. Ecco l’intervista gentilmente concessa dall’artista…

E’ arrivato il tuo quarto album, “Grancassa”. Come trovi sia evoluto il tuo sound dalla tua opera prima ad oggi?
TENEDLE : Si è evoluto più che altro per il fatto che adesso questa è la mia professione e posso dedicarci tutto il tempo che mi serve. Il tempo, la pazienza e Il lavoro sono elementi fondamentali per la realizzazione di un’opera come “Grancassa”. Idee, fantasia e l’immaginazione fanno il resto. Questo album è la naturale evoluzione del mio percorso e anche se c’è un abisso rispetto a “Psicfreakblusbus”, non riesco a vedere il mio lavoro se non come una continuità. La produzione del suono è migliorata notevolmente ma le canzoni e i concetti c’erano già e me ne accorgo quando le suono dal vivo.

Questo tuo nuovo album è stato ben accolto da critica (e presumo anche da buona parte del pubblico). Uno stimolo quindi a migliorarsi di album in album ma anche l’impressione che si stia proseguendo nella giusta direzione?
TENEDLE : Sembra di si, c’è sempre più gente che appena si ferma un attimo ad ascoltare le mie cose viene coinvolta e questo mi fa grande piacere.

Tante belle collaborazioni in questo disco, da Marydim a Silvia Vavolo ed ancora, Vanessa Tagliabue Yorke e Rocco Brunori… Immagino sia stato valido il loro apporto…
TENEDLE : Direi che il disco si è trasformato totalmente ed ha un carattere più “estroverso” rispetto al mio progetto iniziale. Si è creata una bellissima armonia con ognuno degli artisti ospiti. Ho scoperto la grande sensibilità di persone che conoscevo o che ho conosciuto durante questa collaborazione, ma con cui spesso non avevo ancora mai lavorato.

In questo tuo disco dimostri che tecnologia e musica d’autore possono andare d’accordo, offrendo all’ascoltatore delle sonorità non certo fredde…
TENEDLE : Secondo me c’è una strada assolutamente percorribile, contemporanea e con un futuro per la musica, alla fine di un’epoca, che ormai ripropone i pronipoti dei maestri della canzone, del rock, del blues. Io ho deciso di intraprendere questo cammino convinto che certe sonorità siano tutt’altro che fredde. Quindi grazie del complimento.

Il tuo disco è stato prodotto dalla tua casa di produzione “Sussuround”. Oggi per molti artisti è quasi un must dover passare attraverso l’autoproduzione?
TENEDLE : Per me l’autoproduzione è una liberazione e una conquista. Non ci sono produttori in Italia a cui affiderei il mio lavoro oggi e se me ne venisse imposto uno sarebbe dura lavorarci. Direi che ciò che manca semmai è il passo successivo, ma credo che le cose stiano cambiando e questo cambiamento non sia del tutto negativo per un artista.

Sempre al tuo fianco dobbiamo dire, c’è stata anche la U.d.U. Records che, con Giancarlo Passarella, ha creduto in te ed anche in questo tuo nuovo progetto artistico…
TENEDLE : Assolutamente si, Giancarlo Passarella è sempre stato li, a volte anche “troppo”, bisogna frenarlo, ovviamente è una battuta, è assolutamente sempre stato vicino al mio progetto. E’ una persona passionale, schietta, con lui si parla più di comunicazione che di contenuti artistici, ma questo ci rende ognuno consapevole della propria parte. La Udu records poi, quel logo coi pipistrelli che ho sempre “invidiato” e che oggi dopo tre dischi, è un po’ anche mio…

La nuova canzone d’autore in che cosa pensi si differenzi rispetto a quella dei suoi predecessori?
TENEDLE : Credo che rispecchi i tempi, si è impoverita cioè nel linguaggio e nei contenuti, è più leggera forse ma mette tristezza. Preferisco ancora ascoltare quelli che nel dramma o nella gioia non usano mezzi termini.

Da Firenze all’Olanda dove ora vivi. Un passaggio capace di darti ulteriori idee per delle nuove canzoni?
TENEDLE : Direi di si, vivo come un bambino, continuamente sorpreso da nuovi paesaggi, facce, parole e suoni. Non c’è cosa migliore per l’ispirazione. Sempre meno incantato dall’uomo, più o meno simile ovunque, ma anche affascinato dalle sue potenzialità e contraddizioni. Poi in un luogo con un clima diverso, una luce diversa, animali diversi, fa bene ogni tanto vedere le cose da un’altra parte. Lo consiglio ad ogni persona con un po’ di energia… rinnovabile.

Presumo tu abbia sempre avuto una passione per la tecnologia applicata alla musica. Ora hai potuto metterne in pratica la potenzialità con queste tue nuove 14 canzoni… hai mai la preoccupazione che però le macchine possano prevalere sull’uomo?
TENEDLE : Solo la stupidità dell’uomo prevale sull’uomo. Purtroppo ogni cosa nata per renderci la vita facile poi ce la fa diventare un inferno. A me personalmente è utile la vista che ho dal tredicesimo piano sulle dune che formano la barriera naturale tra questa terra sotto il livello del mare e il mare appunto, per ricordarmi quanto sono piccolo e fragile. Comunque in cambio di un mondo migliore sarei disponibile a tornare a fare musica con i sassi.

Questo cd è nato con dei mezzi semplici. In un certo senso, oggi creare un disco è quasi alla portata di tutti con una maggiore libertà a livello creativo…
TENEDLE : Forse questo ci aiuta a smitizzare alcune figure del passato che avevano il privilegio di fare cose che magari altri avrebbero potuto fare meglio, chissà. Forse creerà una saturazione tale da logorare, confondere e sommergere le idee veramente buone nella mediocrità. Alla fine credo che la possibilità di liberare la propria creatività sia un buon deterrente contro la noia, la violenza, la gelosia per tutti, Trovo che chi non ha idee non farà grossi danni in fin dei conti. E’ curioso come ci siano per esempio qui in Olanda, un sacco di hobbisti ed amatori che grazie ad un buon lavoro e del tempo libero possono acquistare strumenti e fare musica, questo non fa certamente di tutti loro degli artisti. L’arte è sofferenza e troppa gente non è disposta a pagare questo prezzo sulla propria pelle, preferisce la sicurezza, la comodità, ecco, dov’è la differenza.

Un’altra cosa positiva di internet possiamo forse trovarla nella maggior facilità che si può avere nel far arrivare la propria musica all’ascoltatore finale…
TENEDLE : Sì, questo è di certo un vantaggio nuovo per chi ha qualcosa da proporre. La rete lo permette.

Il rovescio della medaglia di tutta questa libertà sembra dato dal fatto che tutti scaricano musica gratuitamente e l’artista fatica sempre più a trovare il modo di vivere di musica…
TENEDLE : Ci sono altre priorità nel portafogli della gente, quasi nessuno rinuncia ad un cellulare da 300-500-1000 euro e le bollette telefoniche mensili fatte di sms o telefonate pressochè inutili. Un tempo una parte di questi soldi erano dischi che entravano nelle case o libri. I negozi di cultura sono stati sostituiti da quelli di “comunicazione”. La cosa mi sconcerta non quanto per i danni che può fare alla musica tanto per il costume. I musicisti non hanno mai avuto vita facile e la musica è sempre stata nelle mani di altri.

Per un autore, quanto è importante saper cogliere e sintetizzare quanto gli sta attorno?
TENEDLE : Quanto la farina per chi fa il pane.

La musica negli anni attuali è anche immagine… c’è il rischio che questa finisca con l’oscurare le varie composizioni?
TENEDLE : No, la musica buona oscura assolutamente qualsiasi immagine perché permette alla mente di crearne una tutta sua

Sei soddisfatto di come suona questo tuo album?
TENEDLE : Al momento tantissimo, ma ormai so che per avere un’idea più distaccata di un tuo lavoro devi aspettare almeno un paio di anni. Adesso ho molta voglia di suonarlo e questo accadrà prestissimo. Ho fatto comunque il disco che volevo sentire, ascoltare e appunto, suonare.

di Andrea Turetta
http://www.babylonbus.org/2011/02/16/intervista-–-tenedle-presenta-il-suo-“grancassa”/

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